11.3.08

 

L’arte di Joseph Beuys, pioniere dell’ecologia


A colloquio con Lucrezia di Domizio Durini su Joseph Beuys, in occasione dell’inaugurazione del prossimo capitolo dell’Operazione Difesa della Natura


Lucrezia De Domizio Baronessa Durini è una donna minuta e con un carattere di ferro, musa ispiratrice del fotografo e intellettuale Buby Durini, diffonde da anni il pensiero del maestro tedesco Joseph Beuys, ed è la curatrice della mostra Buby Durini for Joseph Beuys che inaugurerà il 21 marzo all’interno della manifestazione Padova Aprile Fotografia – passaggi / paesaggi 2.

Le opere in mostra sono parte integrante dell’Operazione Difesa della Natura sviluppata in Italia negli ultimi 15 anni di vita di Joseph Beuys, il maestro tedesco che insieme a Heinrich Boll e Petra Kelly, è stato tra i fondatori e gli ispiratori del partito dei Verdi in Germania alla fine degli anni ’70 e ha trascorso in Italia gli ultimi anni della sua vita, a Bolognano, un piccolo paesino abruzzese dove sono passati tutti gli esponenti dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale, che hanno poi dato vita ai gangli vitali dell’arte e della cultura contemporanea. Joseph Beuys parlava di arte e responsabilità sociale, di ecologia della mente, chiedeva agli artisti di non fermarsi all’apparenza, alla storia e alla riflessione interna al mercato ma di rompere i confini, entrare nella vita delle persone e agire nella società.

Lucrezia de Domizio Durini lo ha seguito e aiutato durante il periodo italiano ed è stata insignita delle cariche di Cavaliere della Repubblica Italiana e di Chevalier de l’Ordre des Arts e des Lettres per la sua opera di diffusione e comunicazione dell’arte nel mondo. “Beuys – ci racconta Lucrezia de Domizio Durini- parlava di ecologia, si batteva contro la fame nel mondo e ha posto al mondo intero domande che ancora oggi non hanno trovato risposta”.

Cosa intende per ecologia?

È difesa antropologica dell’individuo, della creatività e dei valori umani. Ci sono due tipi di ecologia: quella ambientale, che rimette a posto l’ambiente e l’ecologia profonda, che non solo guarda l’ambiente ma anche lo ‘stato spirituale dello spirito’. Senza ecologia della mente e dello spirito non ci potrà mai essere un’ecologia dell’ambiente. La difesa della natura di Beuys si esprime sostanzialmente in due principi. Il primo è che qualsiasi essere umano sul pianeta Terra ha una energia libera creativa, che messa in atto produce un bene per se stessi e un bene fruttifero per la società. Il secondo riguarda la collaborazione tra gli esseri umani e l’azione di solidarietà. Questi due concetti si concretizzano attraverso la scultura sociale vivente, fatta di uomini [senza distinzione di genere, ndr] legati insieme, con le loro differenze, da una solidale e libera collaborazione che consente lo sviluppo libero dell’energia creativa.

Joseph Beuys è stato tra gli ispiratori e i fondatori del Partito dei Verdi in Germania, ha creato l’Azione ‘Terza Via – idea e tentativo pratico per realizzare una alternativa ai sistemi sociali esistenti nell’Occidente e nell’Oriente’; cos’era la politica per lui?

È stato il primo a creare una partnership per gli aiuti umanitari e riteneva che vi fosse la necessità di costruire vie alternative a quelle esistenti, fondate sul rispetto della natura e dell’essere umano. La politica è la polis, quella che porta bene al popolo. L’ecologia della mente è pensare, capire e poi agire. Oggi siamo di fronte ad un’enorme crisi di identità della politica e della religione, che sono deboli e reagiscono con violenza alla crisi. Religo significa mettere insieme la parte materiale con la parte spirituale, e in questo momento vi è un pensiero solo verso la parte materiale, del profitto, dell’immagine e del potere. L’Italia vive una crisi enorme in questo senso, le persone sono in crisi e si rivolgono alla religione che è essa stessa in crisi e reagisce con violenza.

Beuys ha poi portato a Kassel molti personaggi del mondo della cultura per discutere di questioni che dopo oltre trent’anni non sono ancora state risolte…

È stato un momento di incontro tra personaggi dell’arte, della filosofia, della medicina, della vita reale per discutere di temi come la necessità di una terza via, dell’Europa unita, dell’importanza dell’acqua rispetto al petrolio, dell’ozono, della lotta tra le religioni, delle società capitalistiche e del rapporto con i paesi poveri. Questioni profonde di cui oggi è necessario parlare.

In che modo l’arte può intervenire su questi temi oggi?

Siamo stufi di quadri, compito dell’artista è di portare un bene e un aiuto per una rinascita sociale, culturale ed economica alla realtà nella quale viviamo. Nel 1984 a Basilea Kounellis [Jannis Kounellis, artista contemporaneo di origini greche, primo esponente del movimento Arte Povera, ndr] parlava in continuazione del Pontormo [Jacopo da Pontormo, pittore toscano del XVI secolo protetto dai Medici, ndr]. Beuys lo interruppe e disse ‘Basta con il Pontormo, va bene nelle scuole ma io torno ora da Madrid dove ci sono i portantini in sciopero’.

by Valentina Cosimati
online @ Sole Rosso

img credits Dharma of Enel



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